1391 letture - Aumentare il numero degli appassionati grazie alla spettacolarizzazione della attività e la riduzione dei costi in tempo e danaro.
E' un'intenzione che non può che essere corrisposta dall'Amsci, dai costruttori, dalle piste e da quelli che più contano cioè i piloti, una volta tanto tutti accomunati dallo stesso interesse.
I costruttori hanno bisogno di numeri decenti se vogliono vendere i loro prodotti ad un prezzo ragionevole: più scende il numero dei piloti, più salgono i prezzi.
Sappiamo anche che al lunedì si vende ciò che ha vinto alla domenica e quindi i costruttori faranno tutto quello che è in loro potere affinchè il loro prodotto vinca.
Per farlo, contattano i migliori piloti al mondo e li mandano in gara.
Questo porta al fatto che le spese, per un pilota normale, sono praticamente insostenibili e non solo: deve anche competere con quei piloti che hanno accesso ad un quantitativo illimitato di tutto quel che c'è di meglio con il facilmente intuibile risultato che la categoria arriverà all'autodistruzione.
Nello stesso tempo sembra che per vendere non ci sia altra soluzione che mostrare la qualità e le prestazioni del proprio prodotto, ma sembra che non ci siano rimasti abbastanza piloti ai quali poi vendere visto che l'attività è ormai troppo costosa e di conseguenza con troppo pochi piloti. E' il classico cane che si morde la coda, un circolo chiuso dal quale bisogna uscire.
Se ipotizziamo una Formula 1 con solo piloti professionisti e liberi materiali, ma perfettamente coerente con il regolamento tecnico Efra, una categoria costosa, bombardata, superpubblicizzata, ufficialmente "nelle mani" dei produttori... quella da vedere in TV alla domenica e, di seguito, una Formula 2 con severe limitazioni e che diventasse un ampio bacino nel quale andare a pescare il nuovo pilota di punta del team... il gioco sarebbe fatto.
Con le limitazioni scenderebbero i costi e tanti di noi potrebbero permettersi un'attività che ci consentirebbe di metterci in vetrina a disposizione di chi in seguito ci proporrà di entrare in F1.
Vediamo la cosa dal punto di vista dell'associazione: i piloti professionisti e le esigenze delle case costruttrici sono sempre state una spada nel costato che ha eternamente impedito la corretta organizzazione dell'attività. Inoltre, le associazioni hanno bisogno di numeri, di tessere, di diffondere, etc, etc.
Bene: teniamo conto che i piloti professionisti sono, in Italia, una ventina al massimo per categoria ed in tutta Europa una quarantina. Le associazioni non possono però trascurarli perchè rappresentano il motore dell'attività e lo strumento dei costruttori.
Anche i costruttori non possono fare a meno di questi piloti professionisti che dettano legge e che rappresentano un costo enorme nell'economia di mercato. Si potrebbe dire che una ventina di persone riesce a fare il buono e cattivo tempo e, soprattutto, ad influenzare pesantemente i costi.
Infine i modellisti: è la categoria più importante, sono quelli che comprano ed anch'essi non sono esenti dal problema rappresentato da quella ventina di professionisi che "vincono sempre loro", "hanno un motore che va il doppio del nostro" e "fan si che i prezzi siano ormai alle stelle, tanto loro non pagano".
Sto semplicemente cercando di promuovere il concetto della Formula 1 che ci porterebbe a poter sciogliere il nodo delle associazioni che sarebbero così libere di organizzarsi seguendo il loro scopi istituzionali, dei costruttori che risparmierebbero notevolmente sulle spese (almeno la metà) e, in aggiunta, si ritroverebbero liberi di seguire la loro unica e vera regola: quella del mercato ed infine dei modellisti che vedrebbero scendere i prezzi e persino sperare di poter vincere una gara.
Sarebbe una categoria che nasce con accordi tra ditte che sceglierebbero un pilota, pagandolo perchè se lo merita, ed andrebbero a formare il team XYZ a cui farebbe seguito un altro team ed un altro ancora fino a formare una dozzina di team con 20-24 piloti, proprio come succede in Formula 1.
Le ditte più importanti si procurebbero i piloti migliori e formando magari più di un team. Le ditte meno importanti si accontenterebbero di un solo team che avrebbe comunque grande visibilità. I piloti migliori potrebbero accettare di far parte solo dei migliori team. I piloti più ricchi, ma meno bravi potrebbero ugualmente avere il loro team semplicemente rinunciando all'ingaggio o addirittura pagando parte delle spese.
I piloti meno ricchi (solo se bravi) sarebbero corteggiatissimi e... vivremmo tutti (soprattutto i modellisti) felici e contenti!
Questo dissi diversi anni fa e venne poi proposto almeno un altro paio di volte. Vi riporto alcuni stralci di commenti che arrivarono a quei tempi. Fate attenzione alle firme ed alle date, sono illuminanti e pongono inevitabilmente una domanda: dove sono andati a finire questi signori commentatori?
25 Agosto Egidio Vergadoro - Diciamo che era finalmente ora che qualcuno si decidesse a guardare in certe direzioni.........
26 Agosto Gianluca Vianello - E' un bel po' che aspettavo uno scritto su questo argomento... Sarebbe una manna... Così si vedrebbero finalmente... Speriamo sia l'inizio di una nuova avventura.
8 Settembre Gianluca Vianello - La cultura dell'immobilismo è una componente del dna di molti se non tutti, salvo poi riservarsi il diritto di commentare negativamente le altrui iniziative.
Credo che come al solito sia necessario "qualcuno" che si prenda l'onere di tirare la prima freccia, è come essere seduti attorno ad un tavolo con un tacchino al centro, finchè "qualcuno" non inizia a morderlo per dimostrare agli altri che non è carne avvelenata, il perbenismo (finto) e la paura (tremenda) di essere avvelenati non fa iniziare un pur succulento banchetto...
12 Settembre Jessica Dotto - Sono la Responsabile Commerciale e PR di Fastom, Società titolare del marchio Motonica. Incaricata dal dott. Ficcadenti, da te chiamato in causa, voglio parlare per conto dell'Azienda per esprimere il nostro pensiero.
Ho letto con attenzione la discussione dal titolo "Accomunati dallo stesso interesse", ed intervengo nella speranza di coinvolgere ancor più coloro che potrebbero avere il timore che il polverone da te sollevato su una questione nota ma sepolta dall'"immobilismo", come lo definisci tu, si depositi silenziosamente e torni sul fondo come un sasso nell'acqua. ............
Quello che voglio esprimere è che comunque siamo ampiamente d'accordo con le soluzioni che hai proposto; e se ci sarà la possibilità di partecipare ad un'iniziativa che raccolga le stesse, ti informo che sin d'ora che la nostra Azienda parteciperà in maniera attiva a favore di queste.
16 Settembre Maurizio Ficcadenti - ........ È chiaro che per spettacolarizzare e avvicinare nuovi appassionati occorre la volontà di molti, dal Pilota al Costruttore sino all'Organizzatore di eventi. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità e cercherò da parte mia di raccogliere il parere di altri costruttori per tracciare le prime fasi di un progetto che sia capace di rispondere a quelle che sono le esigenze emerse.
16 settembre Roberto Fuzzi - Come già scritto più volte, solo l'attenzione dei media farà la differenza. Se vogliamo attirare questi e presentarci come almeno attinenti al mondo delle corse con motori, dovremmo almeno cercare di avvicinarci ai concetti base dello sport motoristico: categorie per modelli e caratteristiche tecniche, e non per piloti
25 Settembre Gianluca Decina - ........ credo che sia arrivato il momento che case costruttrici, federazione, organizzatori si siedano e buttano le basi del futuro di questo sport, che negli ultimi anni è solo stato estremizzato e portato all'esasperazione, ottenendo il risultato che molti appassionati soprattutto per i costi hanno preferito abbandonare, bisogna modificare o riscrivere alcune regole per dare la possibilità a questo sport di essere praticato da molti e non da pochi fortunati, bisogna creare alternative che facciano crescere e sviluppare e non demoralizzare. C'è bisogno della fusione di idee e soprattutto voglia di fare bene, abbiamo il privilegio ed il vantaggio che i più grandi produttori mondiali, i migliori piloti del mondo parlano la nostra lingua e abbiamo una Federazione che ha mezzi e persone per fare un grande lavoro.
Io come proprietario di un impianto credo di aver dimostrato in più occasione di essere pronto a far parte del circus, altri impianti in italia sono pronti c'è bisogno solo di una mentalità più aperta, purtroppo non si vive solo di ricordi e di passato, ma bisogna coalizzare e crescere nel bene di tutto il sistema.



