1027 letture - Sulle orme degli usi e costumi delle vere gare auto, la LC Racing ha fatto un primo passo verso un atteggiamento che da tanto tempo stiamo auspicando.
Non è la prima volta che ne scrivo e ne parlo con chi immagino possa essere interessato alla cosa ed ho avuto occasione di parlarne con i migliori piloti e le più solide ditte coinvolte nelle competizioni.
L’automodellismo deve uscire dagli stracci, deve uscire dal ghetto del fai da te e cessare questa tragica e costosissima spirale dei piloti sponsorizzati ai quali viene fornito materiale ed assistenza al solo scopo di elevare all’infinito il numero dei piloti che usano quel tale modello, motore, miscela o gomme nella speranza che almeno uno di loro raggiunga il gradino più alto del podio e consenta in seguito di appiccicare sul modello il nuovo adesivo “Champion di qualcosa”.
Mille t-shirt e cappellini che ormai nemmeno più notiamo. Mille notizie che si accavallano sui forum e sulla gran parte delle riviste specializzate. Mille prodotti che si elidono pubblicitariamente l’uno con l’altro.
Lamberto Collari ha vinto il mondiale con il Novarossi? Che ce frega, possiamo sempre dire che Egidio Vergadoro ha vinto il trofeo delle pulci verdi di Montecosaro scalo con il nuovissimo Grossi raffreddato ad acqua.
Lamberto Collari ha vinto il mondiale con la Kyosho? Che ce frega, possiamo controbattere dicendo che però c’erano ben quattro Serpent in finale e, se non era per la scelta sbagliata delle gomme…
Si grippa il motore per un’errata carburazione? Non importa, è tutta colpa della miscela.
Sei arrivato secondo? Non importa, la causa è stata una folata di vento.
Alla fine tutti spendono un sacco di soldi per nulla.
Torniamo a quel piccolo e forse inconsapevole passo verso la vera professionalità fatto dalla LC Racing: al Campionato Europeo di Locorotondo, Raffaele Pepe e Lamberto Collari, dopo un primo esperimento fatto in occasione del Campionato Italiano, il sabato prima delle qualifiche hanno posizionato nel bel mezzo dei box un serbatoio da 400 litri per la preparazione del carburante direttamente sul posto, in modo da offrire a tutti gli utilizzatori un carburante uguale e fresco, nel tentativo di porre fine alle voci che certi piloti di alto livello utilizzavano carburante diverso.
Il risultato è stato, oltre alla miscela MLC uguale per tutti, che la suddetta è bruciata (sarebbe meglio dire esplosa) dentro ai Novarossi del primo (Pietsch), del secondo (Balestri), del terzo (Collari), del quarto (Mack), del settimo (Romagnoli) e del nono (Pirani) classificato.
Un risultato niente male, ma che non significa ancora un granchè se non fosse che ha gettato (speriamo) il seme di quello che dovrebbe succedere in futuro: una vera squadra con due o tre piloti apertamente sponsorizzata e sostenuta da una sola marca di macchina, di motore, di gomme e di miscela.
Riflettano i produttori: con il costo e l’impegno (diviso tra i vari produttori) di un solo team, avrebbero un grandissimo ritorno pubblicitario.
Dal canto loro, i piloti avrebbero il massimo del sostegno, con solo tre impegni: essere mediaticamente positivi, far funzionare al massimo il pacchetto loro fornitogli e, possibilmente, …vincere.

















