1250 letture - Anche l'Europeo 1/8 on road è finito come sempre vanno a finire queste cose: a tarallucci e vino. Vediamo però di partire da zero o, meglio, da qualcosa di concreto. Cosa c’è di più concreto della classifica ufficiale?
1° Robert Pietsch (Germania) – 167 giri in 45.14.746 (Mugen/Novarossi)
2° Dario Balestri (Italia) – 166 giri in 45.09.394 (Motonica/ Novarossi)
3° Lamberto Collari (Italia) – 163 laps in 45.11.659 (Kyosho/ Novarossi)
4° Oliver Mack (Germania) – 161 giri in 45.05.579 (Shepherd/ Novarossi)
5° Andrea Cristiani (Italia) – 159 giri in 45.12.022 (Serpent/Max)
6° Michael Salven (Germania) – 154 giri in 45.00.435 (Serpent/Mega)
7° Michele Romagnoli (Italia) – 150 giri in 45.03.397 (Mugen/ Novarossi)
8° Alberto Picco (Italia) – 148 giri in 45.07.655 (Mugen/Picco)
9° Andrea Pirani (Italia) – 82 giri in 23.04.125 (Mugen/ Novarossi)
10° Ilia van Gastel (Belgio) – 62 giri in 16.54.111 (Serpent/Mega)
Non ancora soddisfatto della effettiva concretezza di questa classifica che, pur lasciando stare il vincitore indiscutibilmente velocissimo e perfetto nella guida, potrebbe essere letta in mille modi diversi, in mille modi diversi??? Si e lo testimoniano le mille chiacchiere che solitamente fanno seguito a questi avvenimenti. Lamberto Collari è finito... L’unico che poteva tener testa a Pietsch era Balestri… Picco era velocissimo, ma è stato sfortunato… Pirani si, Pirani no, Pirani forse… E Cristiani? E quegli sfigatoni di Mack e Salven?
Come al solito non ci si capisce niente e ciascuno di noi è libero di interpretare la classifica come meglio crede, come crede il suo sponsor, o come gli gira lo schiribizzo.
Come al solito, qualcuno a questo punto comincerà a dire che mi sto arrampicando sugli specchi per sostenere qualche stana ed assurda ipotesi o teoria ed allora, per appoggiare quello che sto dicendo e che dirò in seguito, vi riporto qualche frase estrapolata da un’intervista fatta a caldo a Dario Balestri.
“Ho fatto un errore nella scelta delle gomme” (L’importante è trovare su chi o cosa scaricare responsabilità.)
“Nel frattempo una folata di vento ha sporcato la pista con il risultato che sono andato più piano” (Esattamente come sopra: siamo arrivati alla folata di vento! Incredibile!)
“Forse il duello con Pietsch sarebbe stato più intenso, ma devo ammettere che il tedesco è andato davvero forte. Dare 4 giri a Collari non è da tutti.” (Che modestia puntualizzare i 4 giri sorvolando sui 3 che lui stesso ha inflitto a Collari e dimenticando che proprio una sua intraversata ha causato la rottura di un cerchio della Kyosho di Lamberto con le conseguenze del caso.)
Riportando in virgolettato il Balestripensiero, tralasciando le puttanate comparse sui forum, nelle chat e nei blog ed infine nel forse vano tentativo di convincere tutti della non intenzione e capacità dell’arrampicata su specchio, passiamo allora a qualcosa di ancor più concreto e cioè alla effettiva velocità dei piloti in oggetto. Da dove estrapolarla? Dal giro più veloce in gara (Balestri) e soprattutto dalle numerose e ripetute prove di qualificazione che hanno visto, nell’ordine, segnalarsi per la finale diretta Robert Pietsch, Dario Balestri, Lamberto Collari ed Andrea Pirani che vediamo splendidamente imbalsamati, con i loro modelli, nel momento della conferenza stampa.
Quindi, tralasciando i se ed i ma, questi quattro sono stati i più veloci e su questo non ci piove.
Notiamo poi che lo sono stati con due Mugen, con una Kyosho e con una Motonica e quindi con una leggera supremazia della macchina giapponese. Beh, e allora?
C‘è soltanto una considerazione da fare in tutta certezza. Una sola cosa li accomuna senza alcuna ombra di dubbio: i motori Novarossi.
Ha vinto meritatamente Pietsch.
Sono saliti sul podio lui, Balestri e Collari.
Hanno vinto tutte le macchine.
Hanno vinto tutte le gomme. (tanto non ci si capisce niente e poco corrisponde al vero)
Hanno vinto tutte le miscele. (idem come sopra)
Ha vinto un solo motore.

















