2328 letture - Volano in testa a Stefano Armagni. Risultato: sette punti, ma purtroppo non Conad o Esselunga!
In un primo tempo non volevamo crederci e abbiamo considerato la notizia come una delle tante bufale che girano di bocca in bocca ogni lunedì mattina, ma appena abbiamo letto sul sito minicarfiorano.it un telegrafico comunicato del presidente Angelo Gesualdi che racconta come “In seguito al deplorevole episodio accaduto in pista il 06 giugno u.s., comunico alla persona che si è resa protagonista dello stesso che, non potrà più partecipare alle manifestazioni che si svolgeranno sulla pista di Fiorano”, abbiamo deciso di darlo per buono e, fatto due più due, ci siamo abbandonati ad alcune considerazioni che partono dal fatto che Stefano Armagni di Carpi ha spesso dovuto sopravvivere ad un po’ di situazioni piuttosto complicate.
Dopo un periodo di bella e dolce vita fatta di macchinoni, ampie libagioni ed altrettante pippate, ha deciso di farsi socio di quei due bravi ragazzi di Agostino Caronello e Leonardo Garofali, il babbo e la mamma (chi dei due?) della gloriosa e storica BMT: buco nell’acqua ed in due e due quattro, tutto finito
In seguito, perché non appoggiarsi a quell’altro bravo ragazzo di Lamberto Collari? Anche questa volta grandi progetti, fiere, escort, trattative da manager alla Lele Mora e compagnia bella, presto andate in fumo assieme alla società fatta con il Campionissimo. Fin qui poco di male se non lo avesse trascinato in tribunale rapinandogli perfino il diritto all’uso del proprio nome e cognome.
Pensate che potesse decidere di fermarsi? Pura utopia. Avviata la distribuzione all’estero dei motori Picco con la quale era riuscito a coinvolgere persino il sottoscritto, inseguito da un gruppo di cinesi piuttosto incavolati, venne costretto a nascondersi in quel di Riccione iniziando un’attività di elaboratore di micromotori facendo finta di capirci qualcosa.
Dopo un po’ il relativo negozio di modellismo, poi il rapporto stretto con quegli altri bravi ragazzi della pista di Riccione: un rapporto ancora una volta finito in breve con una bella e globale litigata.
Armagni però non sa star fermo e, sempre in cerca dell’appoggio di nomi o piste importanti, si trasferisce in quel di Fiorano godendo della nuova amicizia con Angelo Gesualdi e relativa pista.
A seguire, ovviamente assistiamo all’apertura di un nuovo negozio ed un sito internet scritto con un improbabile dialetto carpi-riccio-fiorelementare in corpo duemilaquattrocentoventi, ma condito di ragazzotte niente male rigorosamente in bikini, e a questo punto veniamo ai nostri giorni.
Appena saputo del connubio Armagni–Gesualdi, ebbi modo di commentare ufficialmente che, conoscendo il carattere e le pulsioni dei due, avremmo presto assistito all’ennesima litigata con relativo divorzio a seguire.
Ad oggi non so a che punto sia il rapporto tra i due personaggi, ma prendo atto di alcune informazioni “ufficiose” che provengono dalla pista di Fiorano: Roberto Tacconi (socio fondatore) si dissocia e si abbona alla Futura di Bologna, Pietro Corradini (anch’esso socio) dopo un “battibecco” con Armagni non entra più nelle “confidenze” della pista e sono settimane che non si fa più vedere nei paraggi. Infine, il “deplorevole episodio” da sette punti Conad.
Anche la mia presenza, pur senza espressa motivazione, era da tempo non gradita nel regno del colonnello Gesualdi e, per evitare le bastonate giuratemi, ne avevo preso atto. Ora però, dopo queste poche righe, mi chiedo come sarà il futuro.

















