487 letture - Era facilmente immaginabile che Gianluca Tartaglia avrebbe reagito dicendo la sua. Infatti eccolo che, nell’occasione del commento all’Europeo 1/8 B, chiude impropriamente il suo articolo con un (per molti incomprensibile) “Nessun commento, infine, sull'editoriale di un uomo piccolo piccolo”.
Il riferimento all’articolo di ecomodel “Un’intervista grande grande” è evidente e non posso che ringraziare per l’attenzione e la generosità nell’attribuirmi la qualifica di uomo: infatti la mia carta d’identità certifica che sono di sesso maschile, nato nel 1944, altezza m. 1,80. Segni particolari: rompiballe, dove le balle sono quelle che racconta Tartaglia al quale attribuisco notevoli, anche se un po’ troppo scontate, capacità di scrittura, ma spesso molto, troppo lontane dalla conoscenza di questo settore e, quel che è peggio, esclusivamente improntate e dedicate alla politica commerciale del suo editore.
Mi piacerebbe rifarmi ad un articolo scritto da Giuliano Ferrara e pubblicato da Panorama nel quale si diceva che non c’è giornalista che non abbia un padrone: il giornalista dipende in toto dal suo direttore e quest’ultimo è a sua volta obbligato a seguire la politica editoriale della proprietà della testata. E’ una regola generale alla quale non ci si può sottrarre a meno di non credere ancora alla befana.
Nel mio abbastanza particolare caso specifico, sono il giornalista, il direttore e la proprietà. Tutto ciò mi pone tra i pochissimi che non hanno padrone o, meglio, ne hanno moltissimi. I miei padroni sono il mio mestiere, la mia morale, la mia coscienza, i miei lettori ed i miei per fortuna numerosi inserzionisti.
In totale sono migliaia di padroni con moltissime e diverse esigenze che, in quanto tali, si elidono a vicenda facendo di me una persona libera soltanto perchè servo di mille padroni.
Parlando di libertà, è ovvio che Tartaglia è libero di criticare, commentare e giudicare tutto ciò che crede, ma mi si consenta di insegnargli una basilare regola comportamentale: può dire che non gli piace quel che dico o non è d’accordo su ciò che scrivo, ma va abbondantemente fuori dal seminato se si permette di giudicare il mio essere uomo, piccolo, medio o grande che sia.

















