1010 letture - Un Campionato Europeo 1/8 B un po' sottotono, mi ha spinto ad alcune riflessioni apparentemente non correlate, ma in realtà del tutto confacenti. Voglio parlare dell’asse politico-sportivo che si è venuto a creare tra Svizzera e Montecarlo. Ne sono artefici Ernesto Camponovo e Claudio Comoglio con la complicità di Maurizio Calvari e Angelo Gesualdi ed il sostegno, forse involontario, di un pugno di piloti frustrati anelanti a posizioni di classifica non coerenti alle loro effettive capacità di guida. Mi chiedo cosa abbiano in comune tutti questi personaggi: un odio profondo nei confronti dell’Amsci ed uno scarso seguito ai significati della parola nazionalità.
Scorrendo la lista degli iscritti vediamo Emanuele Oberto Tarena, Alberto Luciani, Andrea Bonciani e i due fratelli Comoglio, Emanuele e Matteo, tutti in gara con i colori del Principato di Monaco, ma anche il brasiliano Eduardo Dulac (il figlioccio della pista di Cassino) con targa portoghese ed appartenenza al club MRTM di Lostallo, infine Giorgio Acanfora che, stando alla lista degli iscritti, risulterebbe provenire dalla Gran Bretagna.
Convinti di aver tralasciato qualche altro sgradevole esempio e di aver fatto qualche possibile errore, potremmo anche dire che non ce ne può fregar di meno ma, nel contempo, sentiamo doveroso chiedere ragione dei possibili significati.
Se poi appoggiamo l’occhio alla schermata dei tempi in diretta, vediamo che il tutto è gestito dalla RC-Timing dello svizzero di Winterthur, Felix Romer che esprime le sue classifiche in ben nove lingue (tedesco, francese, inglese, spagnolo, portoghese, olandese, svedese, russo e cecoslovacco) tra le quali, guarda caso, manca l’italiano. Potremmo di nuovo fregarcene, ma c’è una strana sensazione che si sta facendo strada tra le ossa.
La battaglia tra l’Amsci ed i suoi dissenzienti, tra l’Italia e chi dell’Italia se ne frega, comincia ad assumere precisi connotati ed a farsi un po’ più difficile.
Fino a che l’Amsci e quindi l’Italia automodellistica continuerà a seguire l’atteggiamento dei vari Spagnolo, Pietroforte e Pafundi, non c’è speranza. Fino a che Cairo continuerà a perseguire soltanto un consenso politico che lo possa portare indenne al termine della legislatura senza nemmeno lontanamente preoccuparsi di perdere iscritti, di perdere terreno in sede internazionale ed infine di perdere, faccia, categorie e risultati, non c’è speranza.
Sappiamo che la guerra santa promossa dall’asse Calvari-Camponovo-Comoglio-Gesualdi-Luciani, Monaco e Svizzera contro Italia, è una guerra non giusta, sporca e che porterà nulla di buono a quei modellisti che ostinatamente, doverosamente ed orgogliosamente credono ancora nel made in Italy, ma non siamo più tanto sicuri di vincerla questa tutt’altro che santa, ma piuttosto maledetta, guerra.
A consolazione di tanto triste pessimismo, c’è il sorriso per quanto scrive Gianluca Tartaglia su unoadieci che ci dice che in finale ci sono tre italiani (Andrea Lorenzi, Andrea Ciurlante ed Alberto Tedeschi) “dimenticando” il quarto Emanuele Comoglio che è di Aramengo in provincia di Asti.
Oltre al sorriso c’è pure soddisfazione nel vedere che i “transfughi infedeli” si trovano quasi tutti nelle ultime posizioni della classifica, che il podio è tutto occupato da tre piloti italiani “veri”, che il poleman Andrea Lorenzi ha fatto in finale una delle più belle rimonte mai viste ed infine che il vincitore sia l’italianissimo Alberto Tedeschi.
1° Alberto Tedeschi, 2° Andrea Ciurlante, 3° Andrea Lorenzi. Gli altri… non devono interessarci.

















