515 letture - Vincendo a fatica la voglia di raccontarvi tutto quello che sta succedendo, sono mesi che tengo per me alcune cose che ho sentito dire. Per essere più precisi, ve ne ho spesso trasmessi soltanto i significati tacendo, altrettanto spesso, nomi che avrebbero potuto diventare vittima di conseguenze anche importanti.
Se ne parliamo tra "addetti ai lavori", noi stessi lo facciamo ogni volta con discorsi un po' fumosi, alludendo il più possibile e senza mai palesare apertamente luoghi, date e persone.
Questo premesso, oggi mi telefona un amico dalla Francia e, chiacchiera dopo chiacchiera, mi accorgo che sa già tutto e che da quelle parti, quello che io credevo un segreto da non svelare nemmeno sotto tortura, è voce ricorrente del popolo ed ormai data per certa: mi sono sentito un deficiente. Ma veniamo ora a ciò che volevo dirvi.
Prendiamo ad esempio una bella pista che chiameremo Speedway magnificamente gestita da un Club con un illuminato presidente che chiameremo Filippo e che definiremo come un tipo che sta sveglio alla notte per pensare a quale altra miglioria fare alla pista perchè possa diventare ancor più bella, più comoda, più tecnologica e, alla fine, più frequentata.
I risultati si fanno ben presto vedere: gli iscritti aumentano, l'attività si diffonde, cresce e sembra che tutto vada bene: è davvero una pista magnifica.
Finalmente, un giorno se ne accorge anche la federazione ed assegna alla Speedway una gara molto importante... direte: bingo! No, al contrario, è da questo momento che nascono i problemi.
La federazione inizia a remar contro: affida gare concomitanti, accorcia i tempi di prova, vuole il carburante unico e fa di tutto, se non per impedire, sicuramente frenare la raccolta dei frutti che Filippo e il suo Club hanno seminato e coltivato con tanto lavoro e fatiche.
Questo è un aspetto. L'altro, altrettanto negativo, è quello che è spesso in uso tra gli sponsor che sono estremamente necessari, praticamente indispensabili se si deve fare l'irrigazione automatica, l'ampiamento del palco, le tribune, i nuovi box in acciao inossidabile ed infine cambiare i termostati delle doccie bifamiliari con accesso ai disabili.
Il ragionamento che fa lo sponsor è molto facile e quasi elementare, convinto com'è che l'esposizione del suo marchio sulla pur bella ed organizzata Speedway, gli darà un po' di visibilità, ma difficilmente gli farà vendere qualche macchina o motore o gomma in più.
E' vero, lo sponsor ha (forse) ragione. Peccato che non tenga conto che se non esistessero le Speedway magnificamente gestite da un Club con un illuminato presidente a nome Filippo, di macchine non ne venderebbe più nemmeno l'ombra.
I riferimenti a piste, a sponsor ed a situazioni realmente esistenti, non è puramente casuale e mi provoca alcune conseguenti considerazioni. La prima è che i torti o gli errori non stanno mai da una parte sola e, probabilmente, gli stessi Filippi dovrebbero, come gli sponsor, ragionare in senso lato e mettersi anche nei panni degli altri.
Ciascuna Speedway vorrebbe essere l'unica pista difesa e coperta dalla federazione, l'unica sponsorizzata e magari... ma mi sto infilando in un discorso difficile da portare a termine e mi limiterò a chiedervi di immaginare la suddetta Speedway completamente e lautamente sponsorizzata dalla grande ditta XXX con tanto di trofei quasi settimanali...
L'altrettanto grande ditta YYY andrebbe da un'altra parte a sponsorizzare ed a fare i propri trofei ed infine alla piccola ditta ZZZ non rimarrebbe che la possibilità affidarsi, in cambio di uno striscione da pochi euro, ad una pista dove non ci sono nemmeno i cessi.
Non è così che s'incrementa l'attività e si guadagnano le sponsorizzazioni.
E allora come si fa a salvare capra e cavoli? Come si potrà fare? Non è affar nostro trovare soluzione a un loro problema, anche perchè ben difficilmente verremmo ascoltati.
Da parte mia mi limiterò a sostenere ancora una volta che se queste pagine avessero soltanto due o tre grandi sponsor che coprissero tutti i bisogni, ecomodel sarebbe già finito: è soltanto quando gli sponsor sono tanti e frazionati, che si è completamente liberi e senza padroni.

















