353 letture - E’ incredibile come agli albori del terzo millennio, il passato non ci abbia ancora sufficientemente insegnato a credere nella concretezza, nel lavoro produttivo e nei fatti. Al contrario, ci facciamo letteralmente abbindolare da situazioni come quella, recente, della cosiddetta finanza creativa che così tanto è costata al mondo intero e che ancora ci farà soffrire.
Nel modellismo, come in altri campi, ogni tanto la natura fa spuntare un nuovo pifferaio che toglie il suo piffero dalla custodia ed inizia a suonare. La musica è sempre la solita, piena di suoni e promesse ad effetto, ma riservate agli allocchi che purtroppo, si sa, nel nostro mondo non mancano.
Suona a destra e suona a sinistra, il pifferaio raccoglie ben presto una schiera di topolini e topoloni che inevitabilmente finiscono per annegare, neanche dignitosamente nel mare, ma vergognosamente in una misera pozzanghera d’acqua piovana.
Il pifferaio era partito dall’opulento nord con le tasche piene e, sceso un po’ più giù, ha presto esaurito la litania del suo piffero assieme ad un po’ di soldi: ora cerca il riscatto ancor più giù, dopo aver cambiato titolo alla musica e colore alla maglietta con un investimento totale che non supera le tre cifre.
E’ cosi difficile capire che senza una vera fabbrica non si possono fare prodotti? Possibile che sia sufficiente un proclama ed un paio di foto a far perdere tempo e soldi al prossimo?
Nel novanta per cento dei casi, quando s’inizia un lavoro ed una produzione, occorrono organizzazione, macchinari, persone ed esperienza: fatti e non proclami.
Nella fabbrica del pifferaio non si può entrare, non si vede niente e si odono ben pochi rumori: non si capisce niente perché non c’è nulla da capire ma, quasi magicamente, dalla fabbrica escono oggetti molto simili ad un vero prodotto.
E’ incredibile che in questo mondo che ormai vive molto d’immagine ci sia chi, bravo e geniale, non voglia mostrare ciò che fa e non sia orgoglioso di farlo, bensì tenere il suo prodotto nascosto e sotterrato.
Quand’è così, spesso si scopre l’amara verità soltanto in seguito: non c’era praticamente nulla da vedere e da capire.
Facciamola però finita con le pessimistiche considerazioni ed evviva i pifferai ed i loro proclami, evviva i fantastici motori, le super miscele e gli incredibili optional così tanto scoppiettanti da scoppiare con estrema facilità.

















