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Modellisti e soldati: benvenuti!

578 lettureA dimostrazione di quanto poco cambino le faccende dell'Amsci, sfruttiamo ancora una volta un articolo che è stato originalmente scritto più o meno vent'anni fa. Non volevo ripetermi, ma i fatti accaduti in questi ultimi giorni lo rendono quanto mai attuale. Credo di aver cambiato due o tre nomi in tutto e questo la dice (molto) lunga, se riferito al fatto che nei decenni nulla cambia: siamo a Bologna, nei primi giorni di Dicembre, in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione.
Il colonnello Roberto Carianez, dirigente supremo dell'AMSCI e pur docente della Libera Università Politico-Militare di Luino, fa il suo discorso inaugurale ai convenuti della annuale assemblea.
Modellisti, commercianti, delegati, politici, allievi e soldati: benvenuti!
E' stato dopo anni di durissime lotte durante i quali siamo stati costretti a reprimere le nostre azioni e le nostre idee, che ora voi potete sedere in questa assemblea. Centinaia di militanti hanno pagato prezzi durissimi di lotte e di umiliazioni fingendo strette di mano e sorrisi per paura della più dura e feroce repressione... (grida, movimento, rumore di scarponi).
Silenzio! Mi rivolgo a voi con orgoglio e fierezza e con le quali mi auguro voi occupiate queste seggiole che hanno visto seduti giovani allievi come voi, nomi come Olmerida, Fachinez, Consolarov, Manfroja, Apiciulick, Calvarez, Cristpholos e tanti altri. Persino donne come quella francese della quale adesso mi sfugge il nome...
A voi è toccato l'alto onore di essere scelti tra i due o tre aspiranti ad essere presenti a questa assemblea dalla quale uscirete vestiti di un grado di massima importanza e responsabiltà.
Sarà per me un compito di estrema importanza addestrarvi: molti di voi diventeranno componenti di giunte militari o dittatori di interi gruppi di regioni, comanderanno eserciti privati, avranno il compito di assicurare l'ordine nelle proprie zone e fare la guerra politica!
La guerra politica come momento di virile scontro tra uomini e contemporaneamente strumento di equilibrio economico e sociale (applausi, grida, qualche inno).
Silenzio! A dire il vero abbiamo anche tentato di percorrere la via della pace, ma la guerra è ancora in corso ed ecco che siamo qui riuniti per tentare un nuovo, proficuo regime di libera dittatura (fischi, urla, qualche slogan).
Silenzio! Vi aggiornerò ora sulla situazione politica attuale: alla mia sinistra vedete la carta dell'Italia e noterete che i rapporti di forze son cambiati. Le zone militari sono ora così divise: Nord, che a sua volta è spezzettato in diciotto diversi regimi militari divisi in due federazioni: AMSCI est, con la maggioranza ed AMSCI ovest con il deposto Presidente che può contare su alcuni colonnelli della vecchia guardia a lui fedelissimi.
In Emilia e Romagna oggi regna quasi dovunque l'ordine: hanno fatto zona franca ed indipendente. Voglio ricordarvi un triste momento della guerra che in quei paesi abbiamo combattuto. Fù quando tentammo di espugnare Bologna: i nostri soldati a bordo di biciclette della Bianchi, che aveva sponsorizzato il golpe in cambio di pubblicità, entrarono in città ma furono respinti e travolti dalla marea di auto che usciva per il week-end. Fu questa una pagina ingloriosa della nostra storia, che mostra quali guasti possano arrecare alla coscienza militare di un popolo, anni di dominio civile.
Poi vedete il Centro che fino a poco tempo fa era tormentato dalla presenza fastidiosa di un esercito di mercenari. Per un momento ci siamo lasciati prendere di sorpresa, poi abbiamo reagito ed abbiamo deciso di sterminare questi dissidenti lanciando bombe con virus di encefalite equina. Per una imprecisione di un solo chilometro, sono morte seimila persone in più, ma il risultato è stato raggiunto e la dissidenza nel Lazio è stata debellata.
Infine il Sud che, spesso ampiamente trascurato, oggi non può creare problemi di dissidenze perchè tenuto severamente sotto controllo, con pugno di ferro, dal nostro regime.
Purtroppo, come vedete da queste zone segnate in rosso sulla carta, ci sono ancora molti luoghi in mano ai civili nei quali ci è impedita ogni attività militare, ma sappiate che presto sarà possibile imporre anche in questi posti il giusto governo.
Allievi e soldati, vorrei concludere con un augurio: questi anni hanno visto nascere nuove forme di tecnologia della dittatura e questo ci fa sperare di poter, in breve, controllare l'universo politico come ci pare e piace liberamente esercitando il nostro arbitrio.
Con questo vi lascio perchè ora altre tenzoni mi attendono. Vi lascio, spero eccitati e felici per questo meraviglioso futuro che vi attende e... Silenzio!

Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Aprile 2010 13:48 )  

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Non vorrei mai
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