3479 letture - C’era il dittatore di una associazione che aveva incarcerato, torturato e perfino ucciso membri della stessa. Un giorno gli venne annunciato l’intervento del Rappresentante dei soci buoni.
Poiché questo Rappresentante era molto seguito ed ovunque andasse la gente accorreva ad ascoltarlo, il dittatore dovette prepararsi a riceverlo nel modo migliore.
Ammazzò tutti i torturati perché non si dicesse che c’era la tortura, tutte le mamme dei dissenzienti perché non dicessero che i figli erano dissenzienti, tutti i prigionieri perché non si dicesse che le prigioni erano piene e riempì il paese di striscioni di benvenuto.
Ma la notte prima della visita non dormì: sapeva che il Rappresentante dei soci buoni conosceva il bene e il male ed era venuto per rimproverarlo: gli avrebbe detto delle cose terribili davanti a tutti smascherando i suoi delitti.
Così la mattina a riceverlo era molto nervoso. Invece della solita divisa con draghi e pugnali, si era messo un completo grigio con la cravatta e, al posto dei gorilla colonnelli, aveva una scorta di suorine ed ogni suorina teneva in braccio un bambino.
Il Rappresentante dei soci buoni scese tutto vestito di bianco da un’auto bianca, baciò la terra ed i bambini, salutò il dittatore ed insieme percorsero i viali del paese tra gli applausi della gente, anche perché chi non applaudiva veniva bastonato.
Quando furono nel palazzo del dittatore il Rappresentante dei soci buoni chiuse a chiave la porta e disse:
- Adesso noi due facciamo due chiacchere.
Il dittatore tremò. Era venuto per lui il momento della verità. Stava per buttarsi in ginocchio e chiedere perdono, quando il bianco Rappresentante disse:
- Mi piace questa associazione, è tranquilla.
- Sì, non c’è male – disse il dittatore.
- Si vede che i soci stanno bene…
- Abbastanza… magari qualcuno si lamenta, ma…
- Anche dalle mie parti – disse il Rappresentante dei soci buoni – c’è sempre qualcuno che si lamenta.
- E per la verità, qualche volta… ho dovuto…
- Capisco, capisco – disse il Rappresentante.
A quelle parole il dittatore si buttò in ginocchio. Com’era buono il Rappresentante! Che grande lezione gli dava!
Anche lui sarebbe stato buono e comprensivo come il Rappresentante dei soci buoni! Gli baciò la mano e disse:
- Non arresterò più nessuno, indirò libere elezioni e proibirò la tortura. Ho capito la lezione.
Il Rappresentante dei soci buoni ritirò di colpo la mano.
- Pazzie – disse – guai se avvenisse!
Il dittatore trasecolò.
Quando il Rappresentante partì, il dittatore ricominciò a imprigionare e torturare e ammazzare, ma non ci provava più lo stesso gusto poiché aveva capito che ci sono degli incontri che cambiano la vita.
Chi indovina chi sono il dittatore ed il Rappresentante, vince una tessera scontata al 30%.
(L'immagine allegata è una gentile concessione del pittore Marco Marilungo)

















