735 lettureParlando dei rapporti che intercorrono tra Amsci ed Efra, un amico mi disse che "A forza di credere di essere perseguitati ci si convince che è vero e poi finisce come quello che gridava al lupo."
Gli risposi rimandandolo al fatto che nella sola categoria ""regina" e cioè l'1/8 pista, dal 1974 ad oggi si sono disputati 67 Campionati Europei dei quali 30 li ha vinti l'Italia, 9 l'Olanda, 7 la Germania, 6 la Gran Bretagna, 5 la Francia, 4 la Svizzera, 3 la Svezia, 2 la Slovenia ed 1 il Lussemburgo. Per non parlare dei Mondiali, dove Lamberto Collari se li è stesi tutti.
Questo premesso ed evidenziato perchè se ne possa tenere doverosamente conto durante tutto l'arco del discorso, aggiungo che non credo affatto che siamo perseguitati, ma insisto nel dire che stiamo sui piedi a molti e non possiamo che ottenere antipatia, un'antipatia più o meno razzista e grottesca a base di spaghetti, pizza e mandolino.
L'Efra, per bocca di uno dei suoi, ha avuto modo di dichiarare di essere "irritata" nei confronti di noi italiani ed in particolare della nostra federazione... Devo riconoscere che hanno tutte le ragioni per essere irritati.
Ma chiediamoci perchè gli italiani danno tanto fastidio. Credo che sia, come ho già avuto modo di dire, perchè queste società (nordiche) che tutto vogliono organizzare ed inquadrare, non riescono a formattarci e ad inscatolarci.
Si sentono impotenti di fronte alla nostra "ribellione" ed alle nostre troppo numerose vittorie.
A suo tempo, quando andavo a rappresentare l'Italia ed i suoi interessi in seno all'Efra, stavamo già sui piedi ed io in particolare. Esisteva già allora un asse (talmente mafioso da pensare che si fosse ispirato a... noi) Gran Bretagna - Olanda - Germania - Svezia che voleva tutto fare e disfare a proprio piacimento e convenienza.
Ma il povero Guerrino, approfittando del fatto non trascurabile che rappresentava il più grande numero di partecipanti, le migliori piste del Mondo, il più alto numero di produttori ed infine un palmares di vittorie che nemmeno potevano sognarselo, si inca..ava, batteva i pugni sul tavolo, si faceva dei nemici, cercava complici tra le altre nazioni e riusciva ad ottenere il giusto dovuto.
Quando poi eravamo sulle piste... anche allora facevano di tutto per metterci i bastoni tra le ruote, ma ero sempre presente e mi inca..avo, battevo i pugni sul tavolo, mi facevo dei nemici e degli amici, etc, etc e riuscivo ad ottenere il giusto.
Sperare nella giustizia sportiva e nella democrazia dei pari diritti da parte del suddetto asse è come credere ancora nella Befana. Bisogna combattere, farsi furbamente politici ed inca..arsi, se si vuole ottenere qualcosa.
Nella politica dell'automodellismo, oggi siamo l'ultima ruota del carro anche se abbiamo tutti i numeri per essere quella trainante ed i nostri piloti, le nostre piste, i nostri costruttori, sono stanchi e sofferenti. Occorre un giro di boa.
Ma c'è anche un'altra spiegazione "all'antipatia" nei confronti degli italiani.
Se ci pensiamo bene e senza far nomi, tra i nostri ci sono alcuni piloti particolarmente ribelli, particolarmente adusi alla superficialità ed infine particolarmente tendenti a sfiorare pericolosamente il limite dei regolamenti. Tutto questo non può che creare "antipatia".
Se succede che sbagliano od eccedono, non sono capaci di farsene una ragione, si sentono vittime di una congiura ed allora ecco che "ce l'hanno sempre con noi", "è colpa dell'Amsci", urla, contestazioni, scioperi, cambi di casacca, etc.
Alcuni sono convinti che smettendo di correre per l'Italia e facendolo per San Marino, il Vaticano o, ancor peggio, per la Svizzera o la Slovenia sia tutto risolto, ma così non è.
Anche qui occorre un giro di boa: maggior attenzione, miglior conoscenza dei regolamenti, fiducia e stima nel proprio team manager che, a sua volta, dovrà sapersela guadagnare e professionismo da parte di tutti, anche da parte dei reggitori delle nostre associazioni, se si vuole essere professionisti o pseudo tali.
E allora? Un colpo al cerchio ed uno alla botte, direte. E' vero: nessuno dei due tentativi di spiegazione è quello giusto o, probabilmente e come spesso succede, lo sono tutti e due.
L'importante è che ci sia il benedetto e già citato giro di boa.

















